PURGATORIO: IL REGNO DEGLI INTERINALI

E’ il regno della speranza. Il più “terreno” dei regni dell’oltretomba. Il più umano. Il più simile alla vita vera. Il più impregnato del concetto aziendale di tempo : tutto passa, tutto va, tutto evolve da una situazione ad un’altra, in un rapporto costante causa-effetto.
Il mondo del business è in costante cambiamento? Il Purgatorio ne rappresenta una metafora efficace : le anime che vi si trovano sono tutte interinali. A tempo. E il periodo di stazionamento nel luogo intermedio varia in base a diversi fattori.
Per il Purgatorio Dante descrive 7 cerchi sovrapposti, la cui circonferenza diminuisce a mano a mano che si raggiunge la vetta. Le anime purgano lì i principali errori manageriali ed imprenditoriali in un ordine decrescente di gravità e con le preghiere dalla terra si accorcia il tempo di sofferenza dei purganti: potenza delnetworking.
1. SUPERBIA. Autoesaltazione, degenerazione dell’autostima. Chi si distingue per valore non è colpevole di essere superbo. La superbia semmai consiste nello sbattere l’eccellenza in faccia agli altri.
2. INVIDIA. Degenerazione della competitività. Invidiosi, che poi diventano astiosi acidi e in definitiva soli. 
Quelli per i quali l’altrui successo provoca rancorosa malevolenza, anziché generare un riverbero di benessere. Quelli che vivono concentrandosi e macerandosi sulla carriera non fatta e riservata invece ad altri dalla Mala Sorte. Quelli che la cooperazione non sanno cosa sia, perché l’altro è sempre un oggetto di confronto insano che li fa rodere in profondità. Gli invidiosi di Dante si sorreggono l’un l’altro, al contrario di quanto fecero in vita, quando tentarono in continuazione di rovinarsi a vicenda.
3. IRA. Collera, degenerazione della voglia di lottare. L’atmosfera nella Divina Commedia è da film horror. Una nebbia fitta impedisce ai due executives viandanti, Dante e Virgilio, di vedere attorno a sé: camminano come ciechi, l’uno accanto all’altro. Del resto, non è proprio l’ira-vizio quel fumo interiore che acceca e soffoca la ragione, impedendo di distinguere, discernere e capire? Non è proprio la collera quel sentimento che avvolge tutto in una cappa di caligine e impedisce trasparenza e chiarezza di pensiero?
4. ACCIDIA. Demotivazione e fannnullismo. Apatici? Senza dubbio. Pigri? Quanto meno intellettualmente. 
Oziosi? Beh, per certo non dinamici. E poi svogliati, indolenti, imbalsamati, incollati sulla sedia, non disposti al cambiamento, incapaci di entusiasmarsi qualunque cosa facciano. E per certo non all’altezza di motivare il prossimo. In una parola, annoiati! La cifra della loro attitudine è la de-motivazione: sono demotivati dal fare qualunque cosa e preferiscono non cambiare atteggiamento.
5. AVARIZIA. Autocentratura. Avare solo quelle culture aziendali che si limitano a trarre il massimo profitto dagli stessi prodotti e dalle stesse strategie di competizione di sempre, investendo il minimo per ricavare il massimo oggi, senza alcuna visione a medio-lungo termine. Gli avari in azienda sono coloro che non si danno, quelli che non ci stanno fino in fondo, quelli che concedono poco di sé. Sono quei manager tirchi della loro essenza. Avidi della loro autosufficienza, incapaci di relazioni aperte e aprenti.
6. GOLA. Fame di incarichi. Per i manager del XXI secolo, riflettere sulle regole di assunzione del cibo e delle bevande significa riflettere su se stessi, sui benefici di un corpo sano, sull’importanza della salute. Per un manager, la disciplina non può che essere il proprio pane quotidiano.
7. LUSSURIA. Eccessi. E’ uno dei peccati più scandalosi ma anche più allettanti. Lo scrittore-filosofo spagnolo Fernando Savater si chiede: “Non è forse tramite un atto di lussuria che tutti noi siamo nati?”.Luxury vuol dire lusso che restituisce una concezione di spreco, di inutile scialo di ricchezza. Richiama lo sperpero. Dantescamente, richiama l’amore troppo intenso per i beni terreni.
I penitenti di ciascuna cornice sono puniti con pene materiali, secondo la legge del contrappasso, pene cioè che corrispondano per opposizione al genere di peccato commesso in vita. Ma al contempo vedono ed ascoltano esempi, best practice, della virtù contraria al loro peccato.
Prossima tappa : PARADISO, IL REGNO DEL BEN-ESSERE

Lo scorso 4 Dicembre 2010 presso il Ristorante “La Pergola” di Magliano Sabina si è tenuto l’esclusivo corso di formazione organizzato dallo Studio Bertoldi & Associati con uno speaker d’eccezione Alex Bellini.

Lo Studio Bertoldi & Associati non è nuovo nell’organizzazione di eventi unici e che riscuotono sempre grande favore da parte dei partecipanti. Tantissimi gli imprenditori e non presenti, che hanno accolto un Bellini emozionatissimo, con simpatia e fortemente motivati a trascorrere un Sabato completamente diverso, all’insegna della formazione e della crescita personale.
Dopo la presentazione della giornata ed il benvenuto da parte di Alessandro Bertoldi, la scena è stata tutta per Alex Bellini.
Alex cattura subito l’attenzione dei presenti in sala e dopo aver ammesso di non aver chiuso occhio tutta la notte per l’emozione del suo primo corso di formazione si mette subito al lavoro ed inizia il corso con una slide di grande impatto con la fotografia ormai storica di Alex seduto sulla barca a remi ed il pugno alzato in segno di vittoria ed il titolo : “La tua impresa: una sfida da vincere” e stabilisce immediatamentele regole del corso : spegnere i cellulari ed essere puntuali dopo le pause.
La struttura per la sfida vincente è rappresentata da un Iceberg nella cui parte sommersa sono presenti gli stadi dellaPROGETTAZIONE, VISUALIZZAZIONE, MOTIVAZIONE e GESTIONE DELLA CRISI per arrivare poi alla punta emersa e ben visibile dall’occhio che rappresenta invece ilRISULTATO.
Alex porta l’attenzione del pubblico sul fatto che il viaggio, inteso in senso lato viaggio in mare, viaggio di lavoro, viaggio della vita non consiste solo nell'approdo al porto finale, ma piuttosto nel superamento di mille pericoli, ostacoli, prove e nella verifica di mille esperienze. Il viaggio diventa prova di conoscenza, nel senso più ampio del termine.
Il viaggio è lo stimolo naturale alla ricerca del nuovo, l'istintiva attrazione o repulsione per ciò che ci è estraneo, la misura della distanza che ci separa dalle realtà sconosciute, la sfida al confronto, l'abilità di relazionarsi con il diverso da noi, la capacità di adattamento a situazioni imprevedibili.
Alex alla fine del corso tira fuori dalla tasca dei jeans un simpatico naso roso da pagliaccio ed invita tutti i presenti a comprarne uno, indossarlo e guardarsi allo specchio quando c’è qualcosa che non va … entro pochi secondi una parte di noi che si guarda, non potrà far a meno di ridere … e il problema automaticamente viene affrontato con un nuovo atteggiamento.
Il naso rosso da clown è una “interruzione di modulo”, è uno strumento di risveglio.
Alex e Francesca, sua compagna di vita e sostegno vitale per ogni avventura di Alex, distribuiscono poi delle cartoline che chiedono di guardare solo al suo via. Inizia il classico 1, 2 ed al 3 tutti i presenti girano la cartolina con su scritto “AVANTI BASTARDO”.

Alex spiega che nei 300 giorni passati in mare non aveva fatto altro che ripetersi “AVANTI BASTARDO, E’ SOLO ACQUA E VENTO!”.

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