Crisi d' impresa , settimo comandamento : Le cause della crisi sono diverse dai suoi effetti

Non confondere mai le  cause della crisi d' impresa  con gli effetti  della crisi : una   regola  essenziale per approcciare questi  problemi

 

Quando  incontro un imprenditore che dice di essere in crisi, di solito, mi fa vedere un bilancio con una perdita  molto rilevante.
A questo punto osservo i  suoi occhi e  cerco di capire se ha  capito o meno la situazione …

L’  analisi  di una situazione di crisi  e delle sue soluzioni anche i campo procedurale passano attraverso delle valutazioni che devono essere più estese dalla semplice  analisi  di un bilancio in perdita.
Spesso, le  valutazioni che un professionista come me fa, devono ignorare le valutazioni dell’ imprenditore  e le sue analisi perché troppo spesso non sono oggettive.
Negare la verità a se stessi è apparentemente un arma di difesa!

Un bilancio con forti perdite di esercizio, al di la dal richiedere eventuali interventi ( da valutarsi ), deve essere  compreso da chi, come me, e' chiamato a decidere sul da farsi.

Se  non  si procede in questo modo, si sbaglia ancora prima di partire!

Nessun bilancio in perdita giustifica di per sé interventi drastici come il ricorso a professionisti specializzati nella  ristrutturazione del debito di  aziende in crisi.

Chi vi dice queste cose non  ha  mai  avuto a che fare con aziende in crisi, quindi statene alla larga...

A  volte  un bilancio in perdita, anche rilevante, non è di per sé sintomatico di una crisi aziendale  che necessiti  il ricorso a procedure concorsuali .

Spesso  miei colleghi  confondono gli effetti con le  cause .

Mi  spiego :

se l’azienda perde ( effetto ), sta  perdendo patrimonio ( è l’ effetto della perdita) allora  è in crisi!
Ecco  che allora  alcuni dei miei colleghi, spesso i membri del collegio sindacale, alle prese con la propria attività o più semplicemente temendo per la propria responsabilità si agitano e, a questo punto,   chiamano gli  "Specialisti”.
Gli  "Specialisti" appena vedono una perdita  di bilancio rilevante vi propongono un bel concordato …


Ecco questi sono gli  "specialisti" da evitare perche pensano solo a voi come polli da spennare!


Le perdite  di bilancio sono effetto di  una gestione aziendale.

La gestione  aziendale è l’effetto di scelte operate e di valutazioni applicate.

Le scelte e le valutazioni vengono fatte dal management dell’azienda, ma può anche sbagliare credendo di fare giusto dal  momento che il management è composto da esseri umani

La crisi  aziendale è tutt’ altro!

L’ azienda può perdere per 1000  motivi  e tutto può essere risolvibile solo con un turnaround in bonis fatto da un nuovo management

abituato a situazioni di difficoltà, susseguenti all’incapacità del management aziendale a  gestire situazioni più complesse  del solito.

Si tratta di un intervento  di routine per il quale non serve altro che un piano industriale ferreo e un manager  capace, determinato a stravolgere l’ azienda e rifondarla  per farle riacquistare valore.

Altra  situazione  è fare  il turnaround di una azienda “distressed” ovvero di una azienda che perde  nonostante sia stata gestita sino a questo momento alla  perfezione.

Anche in questo caso di ha a che fare con aziende che non hanno, sulla carta, prospettive industriali, finanziarie e di mercato e che, per questi motivi, non ha più valore. Se quindi non venisse risanata nessuno la comprerebbe perché, così come si trova, resterebbe priva di valore. .

La questione, in questo caso, è più difficile e solo degli specialisti del distressed possono intervenire sull’ azienda  con dei by pass giuridici  che sono l’art. 67 LF, il 182bis LF o il 160 LF …

Diciamo che il valore che intendo io è l’unico,  in tempi di crisi, concretamente  accettabile  perché vero e avulso da valutazioni soggettive, il seguente:

Metodo dei flussi monetari complessivi disponibili.

A questi ultimi appartiene il metodo basato sui flussi monetari complessivi disponibili dove il flusso monetario complessivo disponibile è il flusso generato dalla gestione aziendale, che può essere destinato alla distribuzione, senza alterare l'equilibrio finanziario dell'impresa.

Per determinare questo flusso si ricorre ad una sorta di rendiconto

finanziario e, cioè, all'analisi delle fonti di finanziamento e degli impieghi o investimenti; il flusso monetario complessivo disponibile scaturisce dal seguente schema in report form:

FATTURATO -

COSTI MONETARI =

MARGINE OPERATIVO LORDO -

IMPOSTE =

MARGINE OPERATIVO NETTO

VARIAZ. NETTA DI CAP. CIRCOLANTE =

FLUSSO MONET. GEST. CORRENTE

VARIAZ. NETTA DI CAP. FISSO =

FLUSSO MONET. GEST. OPERATIVA

VARIAZ. NETTA DEBITI FINANZIARI -

ONERI FINANZIARI =

FLUSSO MONETARIO COMPLESSIVO DISPONIBILE

Il metodo in esame stima il valore del capitale economico dell'impresa pari al valore attuale dei flussi monetari complessivi disponibili per un certo numero di anni o, al limite, per tutti gli anni di vita dell'impresa. Il valore del capitale economico ricercato sarà pertanto dato dai flussi considerati da tale metodo, quindi quei flussi che lasciano in equilibrio la situazione finanziaria dell'impresa.

Le semplificazioni adottate sono, dunque, nell'orizzonte temporale e nell'utilizzo, in sostituzione di un flusso finanziario totale (Entrate - Uscite), di un flusso parziale disponibile.

Prima di fare questa analisi è necessario avere dati per fare una scelta razionale su quanto è necessario fare diffidando  delle informazioni

date dallo stesso imprenditore  che, per primo, di solito si fa il film sbagliato sulla situazione confondendo le  cause con gli effetti e i problemi con le opportunità.

Il professionista che  ristruttura aziende sa che il suo cliente cerca di inconsapevolmente di nascondere la verità sulla ragione della crisi. Egli infatti la conosce, nella stragrande maggioranza dei casi, benissimo, tuttavia tende a attribuirla a fenomeni diversi, ad altri, al mercato …

Di solito un bilancio è frutto di accadimenti aziendali più o meno complessi che debbono essere compresi sino a fondo.

Ora al di la dei numeri del  bilancio quando, approccio  una chiacchierata con un cliente che mi presenta  un bilancio  in perdita, di solito mi faccio la lista delle cose da chiedere, ovviamente per capire.

Nel  caso di questa azienda industriale porrei queste  domande e alcune richieste di dati:

1. Che  giustificazioni alla crisi sono state date dal management? (descrizione e lista  per priorità )

2.     Qual’era il livello di capacita massima teorica degli impianti nel 2010, 2011, 2012 ? ( si può avere un diagramma di flusso di produzione per reparto con capacità massima teorica    )

3.     Quale è stata utilizzata effettivamente nel 2010, 2011, 2012 ? (si può avere un diagramma di flusso di produzione per reparto con capacità  effettiva per questi anni )

4.     Quante ore straordinario  sono  fatte 2010 , 2011, 2012 ?

5.     Quale  e la situazione delle  ferie dei dipendenti  anno 2010 , 2011, 2012 ?

6.     Si può avere  un conto economico scalare per 2010 2011 2012?

7.     Si può calcolare il valore dell’ azienda  nel  2010 , 2011 , 2012  ipotizzando flussi per 7 anni , e 5 anni  ?

8.     Chi è che si occupa delle vendite in azienda ?

9.     Che strategia di vendita sono in essere e  che cosa è cambiato dal 2010 ?

10.  Chi fissa  i prezzi di vendita? Quale è il trend dei prezzi?

11. Quanti  sono in numero i clienti nuovi acquisiti dal 2010 in poi?

12. Quanto fatturato hanno sviluppato nel  2010  , 2011, 2012?

13. Quanti di  questi clienti  non hanno pagato nel 2010 , 2011, 2012?

14. Per che ammontare?

15.  Chi calcola la marginalità su prodotto e come?

16.  Quali sono  i primi 20  prodotti per marginalità per gli anni 2010 , 2011, 2012?

17. Quali sono i primi 20  prodotti  per   volume 2010, 2011, 2012?

18.  Che interventi sono stati fatti  negli ultimi anni per combattere la crisi?

19.  Da  chi è  costituito il management aziendale e come è composto  ?

20.  Quanti  dirigenti ci sono? Che curriculum hanno ?

21.  Si può avere un certificato camerale completo ?

22.  Esiste un business plan della societa’?

23.  Come viene pianificata l’attività della società?

24.  Quale è il contratto nazionale dei dipendenti ?

25. Si può  avere uno spaccato degli stipendi per ogni singolo dipendente  con indicazione delle funzioni e dei livelli retributivi confrontati con i minimi sindacali previsti da contratto  per la propria categoria?

26.  La società ha già attivato strumenti di cassa integrazione o di mobilità?

27.  Se si come?

28.  E ‘stata fatta una analisi del processo produttivo?

29.  Si può averne copia?

30. Si può  avere bilancio CEE della  società, 2010 e 2011completo di tutto?

31. Si può avere l’elenco dei principali 3 competitors diretti  e i loro bilanci degli ultimi 3 anni?

32.  Quali sono le informazioni sul settore di appartenenza rilasciate dalle associazioni di categoria?

33.  Si può avere una analisi di rating completa di db sulla società a oggi?

34. Si puo avere la situazione degli affidamenti e delle  garanzie

prestate?

35. Si puo  avere l’ analisi fatturato per linea prodotto anno 2010. 2011. 2012. 2013?

36. Si può avere l’ analisi costi  per linea prodotto anno 2010. 2011. 2012. 2013?

37. Posso avere la distinta base e il computo dei costi industriali per i primi 3 articoli venduti nel  2012?

38. Si può  avere copia  della riconciliazione contabilità industriale a std con contabilità generale?

39.  La  valorizzazione  delle rimanenze  come è stata  effettuata?

40.  Chi  ha eseguito fisicamente l’inventario?

41. Si può avere  una valorizzazione delle rimanenze  per i soli articoli con giacenza superiore  ai 100 Kg di peso? A che valore si  arriva?

42. Partendo dal dato di cui al punto precedente  si possono eliminare dal valore delle rimanenze gli articoli non movimentati  negli ultimi 18  mesi ?A che valore si arriva?

43. I Crediti  iscritti in bilancio  al 31 12 2012  sono stati incassati al 31 05 2013?

44. Si può  avere dettaglio dei crediti diversi?

45.  I crediti per imposte anticipate sono in poste differite?

46.  Si può avere il dettaglio degli affidamenti, garanzie, utilizzi?

47.  Chi  ha verificato  la cassa?

48.  Si può  avere prospetto  di raffronto  Fatturato / Rimanenze dal 2007 in poi ?

 

Se  non  sapete, come imprenditore, darvi risposte a  più di 10 di questi punti, non avete  bisogno di un professionista  normale, ma di un vero specialista della crisi ...

 

Questo era il settimo commandamento, di Giorgio Laganà!

Buon Ferragosto a tutti,

Ana M. Alvarez

Crisi di Impresa sesto comandamento: Diffidate dell' uomo nudo che vi offre una camicia !

Che cosa significa?
In una crisi epocale come la presente  tutti siamo nudi.

Quindi  non abbiamo certezze né per noi né per gli altri e possiamo contare solo su noi stessi. 

Di certo non possiamo promettere nulla di diverso da ciò che ci compete come esperienza personale o professionale a meno di non essere dei truffatori o dei mafiosi.

Abbiamo più volte affermato che il vostro professionista ( quello che vi fa le dichiarazioni dei redditi e i bilanci) è inadeguato a farvi da consigliere perché e’diventato da tempo una agenzia in franchising del Fisco italiano.

E’ possibile che il vostro professionista cercherà di spacciarsi per esperto perché, siccome non ha più redditi da dichiarare, è  in crisi anche  lui e si deve inventare a spese vostre un nuovo  lavoro, affermando  di fare cose che non ha mai fatto.

Sono certo che avete compreso il suo tentativo di spremere un po’ il limone ( che siete voi )… Iniziate quindi a guardarvi  attorno!

La questione è delicata e dovete scegliere una persona di cui potete fidarvi e con cui confidare tutti i vostri problemi e che sia sempre un vostro alfiere. Meglio se viene da fuori città.

Diffidate  innanzitutto dei professionisti  che  millantano o peggio hanno vere e influenti  amicizie influenti in vertici di alcune banche nazionali o peggio locali.

State  pur certi che il 99% dei professionisti che afferma di avere vere amicizie in banca, di norma non conosce realmente nessuno, vicino ai vertici delle banche  che  sono le principali vostre creditrici, siano esse nazionali o locali.

Forse voi non lo sapete, perché fate gli imprenditori, ma nessuno dei professionisti esterni è  concretamente in grado di poter concretamente manipolare un processo decisionale di una organizzazione complessa come una banca.

Salvo  casi molto particolari che poi si leggono sui giornali - leggi di Mps - ad esempio, le decisioni della banca sono decisioni tecniche  e non sentimentali.

Passando al caso apparentemente più  fortunato , ovvero quello in cui, essendo la vostra una grossa realtà imprenditoriale, siete stati introdotti da qualche professionista (ne conosco almeno 3), che realmente vantano spudoratamente legami troppo particolari con membri del CdA di grosse banche italiane sappiate che: “Siete davvero finiti male e potete lasciare le chiavi della vostra azienda e della vostra casa sul tavolo … fate prima.”.

Questa categoria di professionisti ricevono incarichi dalle banche e siedono in molti CdA di società in rappresentanza di banche e tutti sanno nell’ ambiente che di fatto i loro studi hanno come soci occulti alti funzionari di banca.

Sappiatelo, essi sono uomini della  Banca che lavorano SOLO per la Banca o per il sistema bancario .

Seppiatelo , non lavoreranno mai per voi.

Perche?

Perche voi date loro solo i soldi del vostro mandato , loro dalla banca o dal sistema ne prendono molti di più ogni anno.

E’ esclusivamente una questione di soldi, sono dei mercenari asserviti al sistema bancario.

E’ una scelta di campo essere della parte delle banche e in questo non c’e’ nulla di male … Quello che c’e di  male e che voi credete e vi fanno credere che non lo sono.

Questi ultimi “Salvatori di azienda“ non hanno mai salvato un imprenditore  l’ hanno sempre passato di mano “a sconto“ alla banca o a qualche cliente della banca o di qualche banca amica.

Il tutto e‘ molto semplice e funziona cosi , voi non salvate nulla di quello che avete, quello che è il vostro consulente, di fatto, è  il consulente della banca che vi controlla dall’ interno e vi impedisce di fare nulla di contrario agli interessi del suo vero cliente (la banca), che così, facendovi anche pagare la consulenza  del nostro “Salvatore“, si  e’ risolta il problema in casa liberandosi di voi .

Questi “Salvatori” professionisti si muovono come degli avvoltoi  in stormo.

Di solito sono di mezza età, hanno uffici di grosse dimensioni molti collaboratori. Tendenzialmente saccenti, sempre elegantissimi, vi  presentano le cose facili, si fanno talvolta accompagnare da prestigiosi nomi della consulenza aziendale e con loro chiedono un bel parcellone in anticipo per evitare che non li paghiate quando scoprite di essere stati truffati.

Come fare a smascherarli?

Fate loro tre domande:

1°) qual è l’ammontare dei debiti che finora ha ristrutturato?

2°) mi cita cinque nomi di imprenditori che ha già salvato

3°) ne chiamiamo un paio ora?

Se tergiversano su una delle tre domande congedateli, se no cercate info su internet, si trovano facilmente, è possibile che sia il Professionista giusto per voi!

Di solito vi propongono delle cure che fanno comodo solo a chi vi deve rilevare e perdono tempo in riunioni inutili con banche e finanziatori (essendo già il vostro destino scritto a tavolino).

Alcuni di essi sono professionisti altri sono membri di società di consulenza americane molto note perché lavorano solo con fondi Vulture ( fondi avvoltoio ).

Insomma, se siete in crisi guardate fuori porta, magari cercate su Linkedin e evitate di farvi avviluppare in un sistema locale che di certo difficilmente potrà e vorrà esservi realmente di aiuto."

Questo era il sesto comandamento secondo Giorgio Laganà.

Grazie e a presto!
Ana M. Alvarez

“La fame aguzza l’ingegno!”

Dobbiamo abituarci a non averne molti soldi  in tasca per un po’!

Ecco alcuni dei vantaggi:

1. Se sei un bravo professionista oggi puoi comprare  senza soldi ciò che avresti pagato invece ieri con molti, magari parecchi soldi …

2. Se  non hai soldi,  sei costretto a generare idee per far sì che i tuoi pochi soldi rendano molto e  ti permettano di per crescere e internazionalizzarti senza ulteriori soldi.

3. Se i professionisti di cui disponi non sono in grado di aiutarti in questo, liberatene!  Non servono , costano... e  i costi devono avere  un senso

4. Se  non hai  manager capaci di muoversi in questo mondo nuovo.. lasciali a casa  risparmierai sulle auto aziendali e cellulari! Credimi...

5. ora è il momento giusto di dare spazio  a chi  ti offre soluzioni non a chi ti crea problemi con la crisi.

 

Cari lettori, questo è il “Quinto Comandamento” secondo il Dott. Giorgio Laganà, grazie e a presto!

Ana M. Alvarez

Date rigeneranti

La Formazione, la buona formazione è una fonte di energia inestimabile! Il saggio imprenditore (ma non solo l’imprenditore, anche il manager, il professionista o semplicemente … il saggio)  sa bene quanto è importante fare formazione motivante a scadenza programmata, come una sorta di pit stop nella propria corsa professionale.

Positività, idee innovative, spunti originali, condivisione, confronto e conforto, spinta e possibilità alternative,  la forza per vedere nuove prospettive, l’energia e la carica che ti spingono verso l’eccellenza, che ti fanno vedere il lato luminoso e motivante della tua professione e della tua vita. Questi sono alcuni dei benefici di fare formazione, i risultati auspicabili... le ragioni per cui è semplicemente STUPENDO il nostro lavoro. E questi sono anche gli obiettivi con cui lo Studio Bertoldi & Associati si propone agli associati Puntimpresa.

Infatti, il nostro Studio è nuovamente presente nel calendario della Puntimpresa Business Academy e questo ci rende orgogliosi. Ne siamo onorati!

Per vedere tutte le date del calendario, vi invitiamo a leggere questo articolo: http://www.puntimpresa.it/date-confermate-aem-puntimpresa-business-academy/

E se volete ulteriori informazioni, non esitate contattarci! anche per formazione personalizzata ad hoc per la vostra Impresa.

Grazie e Buone vacanze!

Staff Bertoldi & Associati

Crisi d' impresa quarto comandamento: Cavalca la crisi e fai soldi con i cadaveri !

Crisi d' impresa quarto comandamento:

 

Una lezione  da imparare è  quella di cavalcare la crisi.

Se io sono in crisi  lo sono anche i miei concorrenti e,forse, qualcuno sta peggio di me!

Allora   occorre  comprarlo e  ristrutturare senza soldi

Noi italiani abbiamo compreso che si possono comprare le aziende senza soldi, o meglio con i soldi degli altri

E’ del tutto inutile commentare l’ operazione fatta in queste ore dal Gruppo Fiat,  lo stanno facendo i giornali di tutto il mondo .

E’ certo sola una cosa che uno gnomo ha comprato un gigante malato.

Vediamo di dare una lettura un po’ più facile per i nostri lettori.

Innanzitutto non commettiamo l’errore di considerare possibili queste operazioni esclusivamente negli Stati Uniti o solo per la Fiat.

Poi non consideriamo le cifre messe in gioco ma guardiamo alla logica del’operazione .

Chrysler ha affrontato per concedersi a Fiat un Chapter 11 pilotato. Per tornare con i piedi per terra sarebbe a dire che, semplificando i termini tecnici, ha affrontato una procedura concorsuale fatta attraverso un rapido passaggio per la corte di N.Y.

Questa procedura  si chiama appunto Chapter 11 è una delle possibili soluzioni adottabili per gestire adeguatamente (in questo caso), la crisi di impresa .

La cosa che pochi sanno, è che, in sostanza, la stessa legge esiste in Italia  e  che i meccanismi sono praticamente equivalenti.

Quello che i più non riescono a comprendere consiste nel fatto che,   comprando aziende in crisi, talvolta si possono fare molti più soldi che gestendo  con una azienda sana.

In Italia purtroppo, nonostante molti Imprenditori siano dotati di fiuto e capacità finanziaria, spesso queste opportunità non sono colte (oppure sono colte da Imprenditori Stranieri, vedi quante aziende Italiane sono passate in mani straniere), dal momento che, salvo rari casi, i Professionisti e gli Advisors che seguono gli Imprenditori Italiani sono inadeguati al tipo di mercato che stiamo vivendo oggi …

Quindi?

Ricordiamoci che “il Mondo è mezzo da comprare e mezzo da vendere”, vuoi finire in mani altrui o vuoi crescere?

Allora trova il Professionista che ti può aiutare in questo!

Giorgio Laganà

Crisi d' impresa, terzo comandamento: mai accettare il vostro fallimento

Cosa  significa ?

Significa che il fallimento della vostra azienda non è il fallimento vostro!

Se scegliete  un professionista che possa fare un Turnaround della vostra azienda e che non vi porti al fallimento, lo capirete presto.

Esiste infatti una profonda differenza fra i due approcci, che conducono quindi a due risultati ben differenti.

Tutti sono buoni  a predisporre un concordato  preventivo ma pochi  sono in grado di fare un Turneround mentale vostro e del vostro business, che sono due aree differenti.

Scegliete “Il Professionista” capace di far rinascere la vostra azienda e voi.

Evitate “Un professionista” che vi spaventa e vi porta in Tribunale, per poi lasciarvi successivamente in balia degli eventi …

Ricordate quindi, non  scegliete “Un professionista” ma “Il Professionista”.

E'  un atteggiamento mentale  che dovete  avere quando scegliete il vostro Professionista!

Potete essere consapevoli  di potercela fare anche se qualcuno vi ha messo in testa l’idea che state per fallire ...

Che  importa  fallire ?

Henry Ford  il fondatore  della Ford fallì 3 volte  prima di avere un successo sconfinato come imprenditore.

Pensate a lui  e  non a chi  vi giudica solo perché, dopo anni di successi, magari state vivendo un momento di difficoltà.

Sono loro che hanno problemi, dal momento che nella maggior parte dei casi non hanno mai tentato nulla, se non aspettare che, chi intraprendeva qualcosa, come te, facesse un errore, con l’obiettivo di dirti qualcosa tipo: “Te l’avevo detto …”

Voi, che se volete avrete la fortuna di capire, apprenderete l'arte del Turnaround ... e sarete vaccinati a  vita, dal virus della crisi!

Gli altri saranno vulnerabili voi no.

Gli anni che ci aspettano sono mutevoli e incerti, solo cambiando approccio ai problemi, sviluppando una flessibilità e una capacità di cambiamento repentina, consentiranno alle aziende di prosperare e, con loro, anche le persone che ne fanno parte, siano esse imprenditori o collaboratori aziendali.

Esiste sempre un’opportunità, basta volerla cogliere!

Questo era il terzo commandamento secondo Giorgio Laganà, il quale ringraziamo!

Arrivederci al quarto commandamento, settimana prossima...

Ana M. Alvarez

Crisi d' impresa, secondo comandamento Chiedete aiuto ad un forestiero!

Se la vostra impresa versa in uno stato di crisi, è venuto il momento di gestire la situazione per davvero.

Infatti se siete in crisi, in particolare modo di liquidità, con i mercati attuali e ai tassi ai quali siete indebitati è normalmente impossibile riprendersi, senza ovviamente piani straordinari di ristrutturazione aziendale.

L’aspetto interessante è che, anche se la cosa non è affatto pubblicizzata, attualmente la legge italiana è molto favorevole per chi ha un’azienda teoricamente sana ma troppo indebitata.

Allora la prima cosa da fare è:

FATEVI  AIUTARE DA PROFESSIONISTI SPECIALIZZATI E ONESTI  NON DELLE  VOSTRE PARTI

 

Come:

1. non fate  di testa vostra, se siete in una situazione difficile buona parte della responsabilità è vostra, è possibile che vi manchi qualche competenza per riuscire a risollevarvi?

2. non andate  al bar ad ascoltare gente che non sa quello che dice e  riferisce cose sbagliate, oppure “Professionisti” che, alla domanda: “quanti milioni di debiti hai ristrutturato finora?” tergiversano …

3. non fidatevi di chi vi dice che tutto è facile e  semplice e  che  basta affidarsi a loro ...

4. non fidarsi neppure di chi vi spaventa e vi fa già sentire falliti o in galera; questi “Professionisti” sono i peggiori dal momento che vi lasciano con uno stato di profonda frustrazione e sono ovviamente quelli da evitare! Come riconoscerli? Basta verificare come ti senti dopo un colloquio con loro, se ti senti “Devastato” dagli scenari che hai ascoltato, lascia perdere subito!

5 diffidate  specie se vengono da voi in giacca e cravatta o peggio   se poi  vi chiedono di andare in ufficio da loro ... e  vi ricevono in sala riunione offrendovi il caffè!

6 diffidate inoltre di chi vi chiede soldi anticipati o per una analisi preventiva, il primo investimento è giusto lo faccia il professionista, dal momento che in effetti è  lui che deve decidere se vale la pena seguirvi o meno

7 Non scegliete  mai un professionista delle vostre parti, se avete dei problemi seri … Appena uscirà dalla vostra azienda tutto il paese lo saprà e  cosi  anche le vostre banche e i vostri fornitori. Fatevi poi questa domanda: “Quanto valgo io per il professionista? E il Direttore della filiale della mia Banca invece?” Capirete subito chi vale di più per lui

8 un professionista che viene da fuori vi assicura maggiore indipendenza e libertà da condizionamenti  negativi, non può essere “Apparentato” con altri e neanche gli interessa, dal momento che poi se ne ritorna da dove è venuto.

9 Scegliete  un professionista  che   possa dire no ai direttori di banca  locali, alle maestranze, ai sindacalisti  locali, ai vostri  fornitori e che possa parlare  senza timore anche con i vostri clienti

10 mandate a casa i vostri  dirigenti e i consulenti esterni utilizzati finora, perché, se  siete in questa condizione, è anche loro una parte di responsabilità!  I  dirigenti  si possono cambiare se non producono risultati e poi state certi che, conoscendo la situazione, si stanno guardando in giro da tempo ...

Cari lettori, questo è il “Secondo Comandamento” secondo il Dott. Giorgio Laganà, grazie e a presto!

Ana M. Alvarez

Esiste il modo per uscire dalla Crisi, basta avere il giusto Interlocutore, i 10 Comandamenti da Seguire

Lo Studio Bertoldi & Associati ha, da tempo, avviato una stretta collaborazione con il Dott. Giorgio Laganà.

L’Italia delle imprese sta vivendo una fase paragonabile a una guerra di proporzioni globali e, dal nostro punto di osservazione, riteniamo che le Imprese, scese in guerra, vivano una condizione di:

-          Mancanza di consapevolezza sulla reale situazione

-          Mancanza di mezzi adeguati per difendersi e contrattaccare

-          Assenza di adeguati supporti esterni, volti a sconfiggere la crisi.

Abbiamo quindi deciso di dare voce a uno dei massimi esperti in Italia in situazioni di crisi aziendali, quindi pubblicheremo, una volta alla settimana, i “Dieci Comandamenti” del Dott. Laganà per gestire correttamente la crisi d’impresa.

Questi articoli sono stati scritti dal Dott. Giorgio Laganà, che ce li concede gentilmente in uso, con l’obiettivo di diffondere le giuste informazioni su come gestire efficacemente una situazione di crisi aziendale.

Si tratta di aspetti che potranno sembrarvi anche fastidiosi, scritti in modo assolutamente non convenzionale e non propriamente “politically correct” ma sappiate che con gli oltre 900 milioni di € di debiti ristrutturati ad oggi, Giorgio è uno dei maggiori esperti in Italia di crisi d’impresa e, al riguardo, può dire la sua.

Attraverso il Dott. Laganà, Alessandro Bertoldi e un Team di professionisti affiatato, siamo in grado di rispondere a ogni vostra domanda in merito, siamo a vostra disposizione e ricordate: “Esiste il modo per uscire dalla situazione, basta avere il giusto Interlocutore!”.

Buona lettura a Tutti!

Ana M. Alvarez

 

"Crisi d' impresa, primo comandamento:

Salvate i vostri soldi!

 

Se avete una azienda in crisi cercate di salvare più soldi che potete e metteteli al sicuro per avere altre opportunità nella vostra  vita di imprenditori. Ad esempio per  ripartire e  non certo per pagare i debiti di una azienda che non ha futuro...

Le aziende possono morire anche fallendo gli imprenditori non devono morire poveri.

Pensateci... Quanti  soldi  nella  vostra vita avete pagato ai vostri creditori,  ci sono vostri fornitori che per 20 anni vi hanno servito... E  avanzano 5 mesi di fatture... Che problema  è?

Quanti  sodi avete dato allo Stato?

Se avanzano qualcosa... Fa parte del gioco …  Tutto  qui.

 

Come  pianificare adeguatamente?

1. OVVIAMENTE FARLO NELLA PIENA LEGALITA'

2.  Mettendosi in condizione di utilizzare al meglio la legge

3. Sfruttando al massimo le agevolazioni concesse

4. Collaborando con il sindacato per trovare le migliori soluzioni possibili al minor costo possibile per i vostri Collaboratori, che meritano tutto il vostro rispetto

5. Mettendo da parte la paura, per esempio di non pagare assegni posdatati  e cambiali che avete precedentemente emesso...  in fondo sono solo pezzi di carta  credetemi!

6. Salvando più soldi per tutti  i creditori meritevoli e non per quelli che  vi hanno taglieggiato

7. Scegliendo un buon avvocato per  le fidejussioni che vi hanno fatto firmare ... Tutto si discute! Inoltre egli si occuperà strategicamente di come  gestire per le  vostre  EVENTUALI  responsabilità

8. Risolvendo tutto il Penale prima di depositare  la domanda di concordato

9. Stando sereni

10. Mantenendo una forte consapevolezza in merito a ciò che state  facendo.”

Giorgio Laganà

Sotto-categorie

Dicono di noi:

proposito della Consulenza Strategica d'Impresa,


Angelo Pieri, Presidente CNA VT

e Amm.re di Pieri Costruzioni Srl

Giovanni Pucci

Dirett. Comm.le Enegan Srl


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