Anche tu sei schiacciato dal caro prezzo della pigrizia? Parte 2

I danni che la pigrizia provoca all'impresa non potevano starci in un solo articolo. Se nella prima parte abbiamo parlato prevalentemente dei danni causati dalla non gestione dei fornitori o dalla gestione "pigra" di essi, in questa seconda parte vorrei affrontare gli aspetti strategici dell'impresa che tal volta gli imprenditori "pigri" non affrontato o affrontano in modo inadeguato alle esigenze attuali del mercato.

Avete presente quanto è facile oggi acquistare on line? Quanto è semplice reperire informazioni, dal prezzo di mercato di un prodotto o servizio ai dati tecnici, confrontare prodotti fra diverse aziende produttrici, trovare referenze positive o segnalazioni negative? Quanto possa essere anche più economico e persino semplice l'acquisto di quasi tutto in rete? Non siete d'accordo? Liberi di non esserlo, eppure vi garantisco che l'acquisto on line ha letteralmente fatto crollare intere categorie d'imprese tradizionali… l'approccio all'acquisto oggi è fortemente influenzato dalla rete. Il consumatore è informato e ha talmente tanta scelta, facilmente reperibile, che è diventato esigente con cognizione di causa, il che alza ancora di più l'asticella per le imprese offerenti.

Nel contesto attuale, di velocità, accessibilità e grande offerta, coloro i quali si muovono con lentezza o peggio rimangono fermi, sia nelle azioni che nei pensieri (idee e atteggiamenti), sono destinati a chiudere. Mettiamocelo bene in testa: oggi chi non è smart (svelto, per i contrari agli stranierismi) è fuori mercato. L'eccellenza non è più facoltativa, è il punto di partenza e la pigrizia è uno di quei difetti che maggiormente ostacolano l'eccellenza. Pigrizia intesa come resistenza al cambiamento, ma anche nel senso più tradizionale. Ancora oggi capita di richiedere un preventivo e dover attendere giorni, capita che l'imprenditore non chiami o faccia visita ogni tanto ai suoi clienti migliori, che tardi nella gestione delle problematiche (interne  o esterne) o peggio che non se ne renda nemmeno conto, compromettendo così i rapporti … credo che non serve che io continui ad enumerare altri esempi di pigrizia, voi sapete di cosa sto parlando!

Ma dato che non c'è limite al peggio (per fortuna nemmeno al meglio!) dovete sapere che la pigrizia dell'imprenditore si contagia e genera collaboratori ancora più pigri e dunque "nemici" della propria impresa.

Quando alla reception di una azienda, nel magazzino o nei uffici amministrativi si trovano collaboratori pigri vuol dire che al vertice c'è un imprenditore pigro, di pari o maggior misura. Dunque il lavoro va svolto dall'alto verso il basso. Dalle idee alle azioni, dalle strategie ai risultati.

Chi fa finta che niente è cambiato e che si può andare avanti arrangiandosi, fra poco avrà non pochi problemi da gestire. Se il tuo collaboratore è lento, impreciso e ottiene risultati mediocri è perché tu lo permetti, sappi che è tua la responsabilità di agire. Se lui ci mette 2 giorni in mandare il preventivo ad un cliente e quel cliente on line trova chi glielo fa in 10 minuti, tu perdi il cliente. Tu, la TUA impresa. Se lui risponde al telefono con voce opaca, da camera mortuaria ed il cliente percepisce lentezza, inefficienza o poca gentilezza, TU perdi il cliente.

Rendo l'idea? Costa caro essere pigri, costa caro non affrontare la realtà di oggi: che siamo nell'Era dell'Eccellenza Smart.

Ma che possiamo fare per stare al passo dei tempi e godere dei benefici che questa nuova era offre:

Primo passo: accettare il cambiamento. Sei o no consapevole che oggi occorre puntare all'Eccellenza Smart?

Secondo passo: basta criticare, basta lamentarsi… è ora di muoversi con umiltà. Critica e giudizio sono perdite di tempo, denaro, persino di equilibrio psichico e di salute! Se non agisci, non otterrai risultati. Se agisci come sempre, i risultati saranno come fino adesso, se agisci in modo diverso, migliore… anche i tuoi risultati si adegueranno in meglio! Semplice.

Terzo passo: ciò che vedi negli altri che non va… guardalo in te! I difetti dei tuoi collaboratori sono il riflesso amplificato dei tuoi difetti. Gli errori della concorrenza possono essere i tuoi errori. BENEDICE i difetti egli errori: sai dove lavorare per migliorare! Pensa che c'è chi non è consapevole e dunque no fa niente. Tu sei tre passi avanti.

Quarto passo: chiedi aiuto. Basta alibi. Sei imprenditore, non "tuttofare" e meno ancora  "tuttosapere". Se pensi che l'aiuto costa troppo vuol dire che non hai una idea ben chiare di quanto costa non agire (come nel Gioco dell'Oca… riparti dalla casella  numero uno!).

Tieni presente che come nel tuo settore, anche in quello della consulenza, la regola dell'offerta esagerata ha fatto un lavoro di pulizia notevole. Ora puoi anche informarti, chiedere referenze, valutare chi è meglio per te fra tanti, tantissimi professionisti.  Inoltre oggi puoi facilmente verificare se quei professionisti sono principianti,  stelle cometa oppure se da anni garantiscono risultati ai propri clienti. Io sceglierei fra quest'ultimi! Chi oggi è attivo (con successo) sul mercato della consulenza da più anni, ne ha visto tante (ha esperienza), ma ha saputo rinnovarsi per stare al passo coi tempi; perché le esigenze dell'impresa 5/10 anni fa, sono diverse di quelle attuali o quanto meno vanno affrontate in altri modi.

Quinto passo: Persevera. Non basta iniziare, bisogna andare avanti con costanza, devi sapere che la legge del pendolo è attiva ogni qualvolta si avvia un importante azione di crescita. Avete presente il movimento del pendolo in seguito ad una importante spinta, ora che si stabilizza nel centro (che rappresenta lo standard qualitativo) fa diversi salti avanti ed indietro…. Sono normali. Tieni duro.

Sesto passo: impara a goderti i miglioramenti, apprezzati ed apprezza gli altri. Il rafforzo positivo è fondamentale per alimentare la carica, la grinta e per far sì che tu possa andare avanti. Impara a vedere prima i risultati positivi. Focalizzati sul positivo. Simile attira simile, presto avrai una azienda dinamica, smart, positiva e sicuramente…. DI SUCCESSO!

Ana M. Alvarez

Resp. R & S e Qualità dello Studio Bertoldi & Asociati

Presidente Ass.ne Culturale Puntimpresa

Co-fondatore Restart Imprese

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Commenti (1)
1Giovedì, 20 Novembre 2014 15:56
Mario Gavini
Questa analisi dello stato di fatto di molte aziende ed imprenditori è indiscutibile ed inoppugnabile, è una fotografia reale e veritiera dei limiti che ci autoimponiamo.

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